La Chimica: insegnare a impararla imparare a insegnarla

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Materiali recenti

Come fanno gli scienziati a trasmettere le loro scoperte?

I quattro articoli divulgativi di impronta didattica di Silvia Barra costituiscono, insieme all’introduzione redazionale che li precede, un corpo unico di particolare valore e di insospettabile rarità, utilizzabile nell’ambito di un programma finalizzato all’acquisizione di competenze scientifiche traversali in studenti della scuola secondaria di I e II grado.
In particolare, si richiama il ruolo delle dinamiche di proposizione-revisione paritaria-pubblicazione-successiva ricerca bibliografica sia nella trasmissione culturale di tipo puntuale, aggiornato e specialistico (quindi ben diversa, o meglio “successiva” a quella di tipo formativo), sia nell’ufficializzazione dei risultati della ricerca, con tutte le implicazioni di paternità autoriale e legali che ne possono derivare.

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Scuola Permanente per l’Aggiornamento degli Insegnanti di Scienze Sperimentali (SPAIS)

“ Quali conoscenze di base per comprendere l’innovazione? ”

La Scuola Permanente per l’Aggiornamento degli Insegnanti di Scienze Sperimentali (SPAIS), congiuntamente promossa dalle associazioni disciplinari di scienze AIC, AIF, ANISN e DD-SCI in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, è una Scuola estiva residenziale rivolta a docenti di discipline scientifiche della Scuola Secondaria. Si svolge annualmente in località diverse del territorio siciliano su tematiche particolarmente stimolanti e innovative tratte dal mondo della ricerca.
Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere a livello nazionale, a cui contribuiscono, tenendo lezioni, seminari e/o esercitazioni, in un contesto marcatamente interdisciplinare, autorevoli personalità del mondo della ricerca accademica e industriale, esperti del settore specifico, di diverse formazioni disciplinari che, compatibilmente con la tematica prescelta, abbracciano tutte le Scienze sperimentali e provengono da sedi universitarie e centri di ricerca nazionali.

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Scuola di Ricerca Educativa e Didattica della Chimica “Ulderico Segre”

Società Chimica Italiana - logoIniziata nel 2009 a Camerino, la Scuola di Ricerca Educativa e Didattica della Chimica “Ulderico Segre” è ormai un’iniziativa consolidata fra le proposte formative della Divisione di Didattica della Società Chimica Italiana. Si rivolge principalmente a giovani universitari perseguendo i seguenti obiettivi:

  • stimolare interesse nei riguardi della ricerca educativa come strumento per la soluzione di problemi didattici sempre più diffusi e condizionanti;
  • sensibilizzare i docenti, attuali e futuri, alle problematiche connesse con il processo di insegnamento/apprendimento della Chimica nella scuola e nell’università;
  • proporre strategie didattiche fondate sul coinvolgimento dello studente come soggetto attivo e dialogante;
  • offrire ai giovani docenti universitari la possibilità di confrontarsi tra loro e con docenti più esperti.
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A SCUOLA E ALTROVE, DI QUALE (IR)-REVERSIBILITÀ SI PARLA? (PARTE II)

PFAUNDLER: IL MICRO NON RICALCA IL MACRO

Lo scienziato in questione è Leopold Pfaundler.  Anche per Pfaundler la dissociazione è il tipo di reazione più semplice ed ovvia per sperimentare fenomeni «invertibili» ed arrivare alla comprensione degli stati di equilibrio e di quello che già chiama «cosiddetto effetto di azione di massa»[*].  Nel suo articolo del 1867 [9] Pfaundler mette a confronto due possibili teorie della dissociazione di un generico composto AB.

"Espansione dell'acqua e di altri liquidi" - Poster n° 9 disegnato da Leopold Pfaundler

“Espansione dell’acqua e di altri liquidi” – Poster n° 9 disegnato da Leopold Pfaundler

Nella prima tutte le molecole AB sperimentano lo stesso cambiamento, ossia l’allentamento graduale dei loro legami e l’incremento della distanza di legame, passando attraverso un continuum di stati intermedi tra lo stato originale e quello di decomposizione completa.

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“Avere ioni”: colta sul fatto una misconoscenza chimica

 

Colta sul nascere tipica misconcezione secondo cui gli ioni sarebbero i numeri positivi e negativi indicati in alto a destra sul simbolo di un elemento.

Alla domanda (questionario scritto fatto prima insieme in classe)
zinco cloruro - confezione e cristalli“1.4 Nel cloruro di zinco (esp. 12), ZnCl2 c’è lo stesso numero di ioni positivi e negativi? “
M.F. risponde: No
Perché? Perché lo zinco HA SOLO  1 IONE invece il cloruro NE HA 2.

Questo significa che “c’è un solo ione-atomo di zinco, mentre di cloro che ne sono due” (per cui il “perché” non è un vero causativo ed andrebbe sostituito con “visto che”, “dato che” o “in quanto”) oppure significa che “gli ioni” sono realmente qualcosa di extra, posseduto dallo zinco e dal cloro?

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