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La Chimica:

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Colta sul nascere tipica misconcezione secondo cui gli ioni sarebbero i numeri positivi e negativi indicati in alto a destra sul simbolo di un elemento.

Alla domanda (questionario scritto fatto prima insieme in classe)
zinco cloruro - confezione e cristalli“1.4 Nel cloruro di zinco (esp. 12), ZnCl2 c’è lo stesso numero di ioni positivi e negativi? “
M.F. risponde: No
Perché? Perché lo zinco HA SOLO  1 IONE invece il cloruro NE HA 2.

Questo significa che “c’è un solo ione-atomo di zinco, mentre di cloro che ne sono due” (per cui il “perché” non è un vero causativo ed andrebbe sostituito con “visto che”, “dato che” o “in quanto”) oppure significa che “gli ioni” sono realmente qualcosa di extra, posseduto dallo zinco e dal cloro?
Alla domanda successiva:
“Che carica elettrica hanno gli ioni zinco nel cloruro di zinco?”

Ha correttamente risposto “2+”

Ma le risposte sono state scritte come bozze sul questionario durante la discussione in gruppo (certamente il +2), mentre la risposta precedente sarà stata elaborata successivamente, a partire dagli appunti, quando il ragazzo ha elaborato il documento completo.

Probabilmente ad una novità (i segni + e – in alto a destra) il ragazzo ha associato direttamente l’altra novità, la parola IONE, con una insufficiente differenziazione dal concetto di CARICA elettrica.

Una volta che lo studente si sarà creato da solo questa concezione implicita, nonostante le INUTILI SPIEGAZIONI, secondo cui gli ioni sono delle cose possedute da (simboli, elementi, atomi…entità vaghe?) e indicate in alto a destra, la cosa si impianterà nel suo cervello… “a sua insaputa”.

Io parlo di cariche possedute dagli ioni (verbo avere), lo studente legge cariche elettriche avute,  ma non fa nulla per rivedere quanto scritto sulla riga sopra sull’AVERE IONI (dunque gli ioni hanno ioni?)

Le associazioni automatiche sono dure da modificare e gli strumenti della logica e della razionalità sono deboli, specialmente con ragazzi che ancora devono sviluppare un pensiero per concetti.

Ascolta altri, più avanti di lui nel pensiero per concetti, parlare in modo corretto di atomi, ioni e cariche elettriche da questi possedute, ragazzi capaci di distinguere (disembed) parole, oggetti simbolici, frammenti invisibili ma concreti di materia e riferirsi ad essi distintamente e consapevolmente, almeno se aiutati a farlo.

studenti e metodi di apprendimentoSe fa parte di una comunità linguistica accadrà, prima o poi, che anche lui si troverà a dire che “Gli atomi SONO (diventati) IONI” e che “gli IONI HANNO (la loro) CARICA”. Quando accadrà avverrà nella stessa maniera INCONSAPEVOLE di quando ha iniziato a parlare e scrivere in termini concettualmente errati (che siano errati è solo un punto di vista dell’insegnante). Probabilmente non si accorgerà dell’adeguamento e su questa e su ogni altra cosa continuerà a pensare esattamente nello stesso modo di prima, cioè senza controllo o capacità di gestione coscientemente separata e analitica dei concetti. In particolare non potrà valutare da solo quando dirà in modo corretto ciò che prima VEDEVA (non solo “esprimeva”) in modo errato, ma dovrà sempre dipendere dal giudizio dell’insegnante e per il resto affidarsi a tentativi ed errori, e alla memoria.

Se si moltiplica questo episodio per ogni concetto chimico, per 27 alunni con visioni e livelli di sviluppo diversi, si ha una dimensione del contesto in cui ci troviamo a lavorare e di quale potrebbe essere – conseguentemente – il nostro ruolo, le forme sensate di valutazione e di stimolo fornibili dalla “didattica della consapevolezza”, i cambiamenti e i ritmi lenti su cui possiamo-dovremmo puntare, gli obiettivi delle materie e delle discipline… Tutto acquista una luce diversa. Diversa dalla prassi che, sostanzialmente, ci siamo costruiti da soli basandoci su modelli educativi impliciti dettati unicamente dalla tradizione e assolutamente privi di fondamento teorico.

Se invece si preferisce considerare tutto ciò “inutili psicologismi”, allora vabbè…

 

2 risposte a “Avere ioni”: colta sul fatto una misconoscenza chimica

  • damiano maurizio scrive:

    ciao Alfredo ho letto con interesse quest’articolo, mi chiedo per rafforzare questa didattica della consapevolezza epr es. in questo caso come si potrebbe fare ? Far costruire dei modelli delle strutture ?

    • alfredo tifi scrive:

      credo serva soprattutto potenziare le interazioni verbali e scritte tra pari, per far sì che le “multiple versioni vengano allo scoperto. Occorre cioè portare la chimica dal piano simbolico (dove simboli uguali sono scritti da studenti diversi che intendono cose diverse senza comunicare tra di loro significati sottintesi) al piano verbale, specialmente scritto, dove dei piccoli gruppi devono necessariamente comunicare in termini verbali ciò che loro intendono in termini di significati. Affinché ciò avvenga occorrono questionari costruiti appositamente per contrastare le misconcezioni più comuni, e modelli alternativi a cui fare riferimento. L’idea di “costruire” modellini mi convince meno perché la quantità di dettagli in essi contenuta è tale che verrebbe meno l’essenzialità dei simboli. I simboli vanno usati, fanno parte efficiente del linguaggio chimico. Però non devono essere considerati come “oggetti reali”, ma per ciò che rappresentano. Il problema, cioè, non è essere in grado di radiografare uno ione, ma di costruite delle associazioni segno-significato corrette, generali e condivise.

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