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primi-in-sicurezzaConcludiamo il percorso dedicato alla chimica sostenibile con un ultimo articolo, il quarto; come per il primo, il secondo e il terzo, si vuole evidenziare il rapporto tra chimica e legislazione, essendo quest’ultima la risposta più efficace della comunità scientifica all’esigenza di tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente in cui viviamo. Se infatti non sono i chimici a scrivere determinate leggi, è ovvio che senza il loro contributo queste non potrebbero mai essere formulate.

Nei precedenti articoli ci siamo posti in un’ottica globale (con il GHS, il REACH e il CLP); partiamo ora dal nostro contesto nazionale con il TUSL, accennato nel primo articolo di questa serie dedicata alla sostenibilità. L’acronimo TUSL sta per Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro, contenuto nel D. Lgs. 81/2008 (e integrazioni del D. Lgs. 106/2009). Il TUSL ha riformato, riunito ed armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell’arco di quasi sessant’anni, al fine di adeguare il corpus normativo all’evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro. Gli aspetti salienti da analizzare in un contesto formativo di tipo generale (che non rientri in uno specifico percorso professionalizzante) sono:

a. i principali obblighi del datore di lavoro;

b. i principali compiti del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP);

c. i principali compiti del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), le sue modalità di elezione e le norme che regolano la comunicazione del suo nominativo alle autorità competenti;

d. le norme che regolano la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);

e. le norme che regolano l’uso dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI);

f. le occasioni che prevedono la formazione/informazione del personale.

sicurezza-chimicaUn articolo di Fernando Maurizi e Roberto Montali pubblicato su questo numero de “Il Chimico Italiano” riporta una efficace sintesi del TUSL che offre molti spunti a livello didattico (è possibile leggerne alcuni in questo post).

Particolarmente rilevanti per gli stretti collegamenti con il regolamento REACH sono il Titolo IX, relativo alle sostanze pericolose (protezione da agenti chimici, protezione da agenti cancerogeni e mutageni, protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto, sanzioni), il Titolo X, che tratta l’esposizione ad agenti biologici (obblighi del datore di lavoro, sorveglianza sanitaria, sanzioni) e il Titolo XI, sulla protezione da atmosfere esplosive (disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, sanzioni).

Vorrei chiudere questa serie di articoli a tema con alcune considerazioni. Perché questo breve percorso sulla chimica sostenibile? Premesso che i temi accennati abbracciano solo una infinitesima parte dei possibili contenuti candidati a tracciare un percorso di alfabetizzazione ambientale guidato da conoscenze chimiche, credo che sia più che mai opportuno insistere sul legame tra chimica  e sostenibilità per i motivi in parte già accennati:

–       la stretta interdipendenza esistente tra l’aspetto legislativo, economico e scientifico;

–       le immediate ricadute sulla salute dell’ambiente e delle persone;

–       la forte valenza etica che traspare dalle disposizioni normative in termini di responsabilità individuale e collettiva.

Relativamente a quest’ultimo punto, si rende necessaria una parentesi sull’importanza dell’insegnamento etico nell’educazione scientifica e chimica in particolare. Concetti etici sono necessari ai chimici per costruire una cultura della responsabilità capace di affrontare i grandi e complessi problemi connessi alle risorse e alla loro ripartizione. E’ più che mai urgente comprendere e far comprendere che l’azione dei singoli non può più essere circoscritta al ristretto ambito di una abitazione o di una città: l’intera biosfera è coinvolta. Ogni azione presente, come la semplice scelta di acquistare un prodotto al posto di un altro, è destinata a influire sul futuro in maniera sempre più rilevante e imprevedibile. Esempi pertinenti per gli studenti sono:

  1. il bioaccumulo degli inquinanti e la loro diffusione attraverso l’atmosfera;
  2. l’aumento dell’effetto serra;
  3. le nuove necessità energetiche;
  4. la ripartizione della risorsa acqua, ecc…

La descrizione di tutti questi aspetti richiama continuamente contenuti chimici, ormai essenziali per la comprensione dei regolamenti europei inchimica-verde-possibile-logo-300x248 materia di ambiente, più che mai impregnati di concetti etici. Basti pensare ai vari principi a cui si ispirano le direttive comunitarie, i quali non sono altro che la naturale prosecuzione dei 12 principi della Green Chemistry, tra i quali:

–       principio di prevenzione: limitare i rifiuti alla fonte e incoraggiare le industrie a produrre (e i consumatori a scegliere) i prodotti e servizi che generano meno rifiuti;

–       principio di precauzione: in caso di rischio potenziale, devono essere prese misure di prevenzione;

–       principio di prossimità: i rifiuti devono essere trattati il più vicino possibile alla fonte;

–       principio “chi inquina paga”: chi produce inquinamento ambientale deve farsi carico dei suoi costi. Le sostanze pericolose devono essere identificate e i produttori devono farsi carico della raccolta, del trattamento e del riciclaggio o smaltimento dei prodotti di scarto.

Occorre rispettare questi principi se vogliamo minimizzare i rischi cui siamo sottoposti, rischi che travalicano le frontiere con molta più facilità e imprevedibilità rispetto al passato.

NOTE

Gli articoli del percorso didattico “CHIMICA E SVILUPPO SOSTENIBILE” prendono spunto da una mia tesi di un master internazionale in “Intercultural eco-management of schools”, coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e co-finanziato dal programma europeo Comenius (titolo della tesi: Green Public Procurement, Chimica ed Etica – Alfabetizzazione chimica, Responsabilità Sociale a attuazione di un piano di Acquisti Verdi in un Istituto d’Istruzione Superiore). A partire dalla redazione della tesi ho cominciato a interessarmi alla legislazione nazionale ed europea che regolamenta l’uso dei chemicals e ad altre tematiche in qualche modo legate al concetto di sostenibilità nella sua accezione più ampia. Ho cercato di evidenziare il ruolo svolto da una appropriata preparazione scolastica in chimica nel comprendere il senso e l’utilità di tali regolamenti, al fine di formare cittadini attenti e consapevoli.

Parte delle conoscenze acquisite sono state utili per la redazione dell’articolo La classificazione dei chemicals, riportato nella Guida per l’insegnante (pag. 28-33) del primo volume del libro di testo “Le soluzioni della chimica” (Ed. Pearson, 2011) di cui sono autrice. L’articolo sintetizza le principali novità derivanti dai regolamenti GHS, REACH, CLP. Oltre le notizie reperite in rete (soprattutto sul sito dell’ECHA), le fonti che mi sono state utili per la redazione dell’articolo sono:

Trifirò, F. (2009). Cos’è il pericolo chimico per la nuova normativa CLP?, La Chimica e l’Industria, n. 7, p. 104-107.

Livi, M. (2009). Scheda di sicurezza: cosa cambia?La Chimica e l’Industria, n. 3, pp. 100-105.

Maurizi, F., Montali R. (2007). Il nuovo quadro normativo per le sostanze pericolose: il regolamento REACH, Il Chimico Italiano, Anno XXVIII, n.5-6, pp. 4-11.

I primi due articoli sono accessibili dal sito SCI, mentre il link del terzo articolo rimanda alla rivista dell’Ordine dei Chimici gratuitamente disponibile in rete. Un altro articolo della stessa rivista utilissimo per fini didattici riguarda il TUSL:

Maurizi, F., Montali R. (2009). Testo unico in materia di sicurezza: stato dell’arte e scenario normativo, Il Chimico Italiano, Anno XX, n.3, pp. 20-23.

Per quanto riguarda il GPP, qui si può leggere un mio articolo sulla sua applicazione nel settore scolastico:

Celestino T. (2011). Il Green Public Procurement nella scuola, Il Chimico Italiano, Anno XXII, n. 1, pp 13 – 16.

Sullo stesso tema ho scritto tre post del blog “Urto efficace”, che ho curato fino al giugno 2012: Il Green Public Procurement nella scuola – Parte primasecondaterza. Nello stesso blog si possono leggere alcuni post sul REACH (Chemicals: siamo tutti schedati!) e sulle regole che esso prevede per la stesura delle schede di sicurezza (Più sicuri di così …). Il post A colpo sicuro parla invece del TUSL.

Altri due miei articoli riguardano il modo di proporre il legame tra chimica e sostenibilità in ambito scolastico:

Celestino T. (2011). Chimica Etica, Linx Magazine, n. 8, pp 38-42.

Celestino T. (2013). The ethics of green chemistry teaching, Education in Chemistry, n. 50/3, pp 24-25.

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