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IL CLIL

A partire dall’anno 2014/2015 nelle classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado una disciplina non linguistica (DNL) sarà insegnata in lingua inglese secondo la metodologia CLIL: Content and Language Integrated Learning.  L’equivalente italiano è: AILC, Apprendimento integrato di lingua e contenuto.   Sebbene l’acronimo CLIL sia stato coniato nel 1994, già negli anni ottanta si parla esplicitamente di questa metodologia, come testimoniano i lavori del National Congress on Languages in Education del 1985.
Il CLIL richiama un principio fondamentale nell’educazione linguistica condotta in ambienti formali di apprendimento, secondo il quale la responsabilità dello sviluppo linguistico dello studente non è compito esclusivo del docente di lingua. Ogni insegnante è chiamato ad occuparsi della competenza linguistica e comunicativa del discente attraverso il proprio campo disciplinare.

IL CLIL IN ITALIA

A partire dagli anni ottanta, più di cento scuole italiane hanno sperimentato modelli di educazione bilingue. Si tratta di scuole istituite attraverso progetti ministeriali (Licei Europei, Licei Linguistici Europei, Licei Internazionali, Licei della Comunicazione) e di scuole ordinarie, attivatesi senza alcuno stimolo da parte delle istituzioni centrali.
Nel 2010 il CLIL è entrato nelle scuole italiane in veste ufficiale come insegnamento obbligatorio nel quinto anno del corso degli studi secondari (dall’a.s. 2014/2015). Solo nei Licei linguistici l’insegnamento CLIL è attivato dal terzo anno (a.s. 2012/2013), per poi estendersi ad una ulteriore materia, insegnata in una seconda lingua straniera (LS), a partire dal quarto anno.  Per i Licei l’attivazione del CLIL è prevista dal D.P.R. del 15 marzo 2010, n. 89, articolo 10, commi 5 e 6 (Regolamento recante la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei):

Fatto salvo quanto stabilito specificamente per il percorso del liceo linguistico, nel quinto anno è impartito l’insegnamento, in LS, di una DNL compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.

Per gli Istituti tecnici, le linee guida relative all’applicazione del CLIL insistono sulla dimensione laboratoriale:

Nel quinto anno è previsto l’insegnamento di una DNL in lingua inglese. L’insegnamento è finalizzato, in particolare, a potenziare le conoscenze e abilità proprie della disciplina da veicolare in lingua inglese attraverso la contemporanea acquisizione di diversi codici linguistici.
L’integrazione tra la lingua inglese e altra DNL, secondo il modello CLIL […] viene realizzata dal docente, con una didattica di tipo fortemente laboratoriale, attraverso lo sviluppo di attività inerenti le conoscenze e le abilità delle discipline interessate, in rapporto all’indirizzo di studio. […] Non si tratta, semplicemente, dell’insegnamento di una disciplina ‘in inglese’ o di una varietà della glottodidattica che utilizza materiale linguistico settoriale. Il CLIL si concretizza in un “laboratorio cognitivo” di saperi e procedure che appartengono ai due ambiti disciplinari e si sviluppa in un percorso contestualizzato all’indirizzo di studio per integrare le diverse parti del curricolo, migliorare la motivazione e attivare competenze progettuali, collaborative e cooperative e proiettarlo verso una dimensione professionale.

(Istituti tecnici – Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento – secondo biennio e quinto anno – D.P. R. del 15 marzo 2010, n. 88, articolo 8, comma 3 del Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici).

Il CLIL non è obbligatorio per gli Istituti professionali.  Tuttavia, dato che negli ultimi anni la metodologia CLIL è stata volontariamente applicata in questo tipo di scuole, se ne incoraggia la diffusione anche per valorizzare i risultati già conseguiti tramite le varie sperimentazioni:

Questo patrimonio di esperienze e competenze potrà avere ulteriore diffusione negli Istituti Professionali, anche se il Regolamento non ne prevede l’esplicito inserimento nel quadro curricolare, attraverso l’utilizzo della quota di autonomia.

(Istituti professionali – Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento per il secondo biennio e quinto anno – D.P. R. del 15 marzo 2010, n. 87, articolo 8, comma 6 del Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali)

Le esperienze CLIL realizzate in Italia e negli altri paesi europei hanno mostrato l’efficacia delle metodologie attive, nelle quali gli studenti sono coinvolti in attività comunicative riferite a contesti reali. Devono quindi essere privilegiate forme sociali di lavoro quali attività a coppie o piccoli gruppi e, in genere, una didattica tasks based, in grado di promuovere un uso circolare della lingua per tutti coloro che partecipano alla lezione. I numerosi riscontri positivi della metodologia CLIL ha portato il MIUR a invitare le scuole a considerare l’opportunità di estenderla alle classi dei bienni precedenti il quinto anno coinvolgendo, ove presenti, anche LS diverse dall’inglese.

Formazione degli insegnanti

Gli insegnanti di una DNL che vogliano cimentarsi con il CLIL devono possedere una conoscenza certificata della LS al livello C1 secondo il quadro di riferimento europeo. Inoltre devono specializzarsi nella metodologia CLIL acquisendo 60 crediti formativi universitari (CFU) attraverso un corso comprensivo di tirocinio condotto in compresenza con un insegnante di LS.

La seguente tabella è tratta dall’Allegato B del D. M. del 30 settembre 2011 pubblicato il 24/12/2011 sul n. 299 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie generale. Il decreto definisce “Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di perfezionamento per l’insegnamento di una disciplina, non linguistica, in lingua straniera nelle scuole, ai sensi dell’articolo 14 del decreto 10 settembre 2010, n. 249”. La tabella mostra la ripartizione dei CFU necessari per acquisire la specializzazione nell’insegnamento CLIL:

ripartizione dei CFU necessari per acquisire la specializzazione nell’insegnamento CLIL
La proposta

Considerata l’esigenza di materiali di lavoro CLIL, si propone la realizzazione di schede didattiche di supporto ai docenti tirocinanti e in genere a tutti i docenti di chimica o scienze che vogliano applicare la metodologia CLIL. La formazione CLIL degli insegnanti prevede infatti ben 300 ore di tirocinio, durante le quali i docenti dovranno applicare i fondamenti metodologici generali del CLIL e produrre materiali e sussidi didattici utilizzando la microlingua della DNL di pertinenza.
Si farà principalmente riferimento ai contenuti di chimica previsti nelle indicazioni ministeriali relative al quinto anno dei licei per l’insegnamento delle scienze.
Tali schede didattiche saranno strutturate in modo da contenere:
– Indicazioni metodologiche
– Obiettivi di apprendimento
– Indicazione dei tempi
– Risorse testuali/grafiche/audio/video
– Approfondimenti grammaticali quando necessario
– Esercizi/schede di laboratorio per lo studente
– Riferimenti

Sarà privilegiato un approccio task-based learning.  La LS considerata è l’inglese; in minor misura potranno essere prodotte schede di lavoro per il CLIL in lingua francese.  In accordo con le attività previste per la formazione dei docenti CLIL si farà abbondante uso delle TIC.

Teresa Celestino

 

 

 

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4 risposte a Proposta di collaborazione con l’associazione culturale Chimicare per la stesura di materiali di lavoro finalizzati all’insegnamento CLIL

  • Teresa Celestino scrive:

    Ciao Nazareno, sono benvenute tutte le forme di collaborazione, è quello che Chimicare si auspica. Il link sulla collaborazione a distanza non è stato attivato perchè il sito è nato da pochissimo. A presto! Teresa

  • Gentile Teresa,
    sono almeno due anni che provo a realizzare una rete nazionale o regionale di docenti scientifici che hanno già esperienze CLIL e forse con te e Chimicare ci si riesce. Come potrai vedere dal mio blog ho fatto il primo CLIL ad Exeter UK nel 2010. Eravamo solo 3 docenti italiani e siamo ancora in contatto. Sono stati attivati dalla mia regione Lazio i primi contatti con alcuni docenti di Matematica e di Scienze naturali. Non sono stato chiamato nonostante abbia attestati internazionali e la certificazione B2 Trinity della LS Inglese: Insegno Chimica e TEcnologie Chimiche Ind.le in un IIS Tecnico indirizzo Chimico. Sono in selezione per il 3° corso CLIL in UK con la Commissione Europea Formazione in Servizio. Mi piacerebbe collaborare con voi ma ho visto che non funziona ancora il servizio del sito di Collaborazione a distanza. Gentilmente tienimi informato di tutto quello che succede sul tema che peraltro già applico nel mio 3° e 4° anno chimico.
    Cordiali saluti Nazareno

  • Teresa Celestino scrive:

    Ciao Laura, grazie per l’apprezzamento. La preside sicuramente apprezzerà l’iniziativa. Inoltre, quand’anche nelle quinte classi ci fossero già docenti che seguono la didattica CLIL, nulla vieta di applicare il CLIL nelle classi inferiori. In fondo i ragazzi arrivano alle superiori con 8 anni di inglese alle spalle. A presto, Teresa.

  • Laura313 scrive:

    Ciao Teresa.
    Ottimo lavoro ed ottima idea questa collaborazione. Sto pensando di intraprendere anche io questa strada (se la mia preside sarà interessata a ciò…). Quindi sentire qualcuno che ha idee simili alle mie mi conforta.
    laura

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